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World of Wonders. Elogio di lucciole, squali balena e altre  meraviglie | Aimee Nezhukumatathil

Questo meraviglioso saggio non è ancora edito in Italia, e noi speriamo possa esserlo presto, e per questo abbiamo pensato di parlarvene.

L’articolo qui di seguito è di Mindy Meja contributor del sito EcoLitBooks che ci ha gentilmente concesso la traduzione.

EcoLit Books è una rivista online indipendente statunitense, fondata nel 2012, dedicata alla scrittura – narrativa e saggistica – relativa a tematiche ambientali e in difesa degli animali.

Aimee Nezhukumatathil è l’autrice della raccolta illustrata più venduta di saggi sulla natura del New York Times e finalista del Kirkus Prize, World of Wonders: in praise of fireflies, whale sharks, & other astonishments (2020, Milkweed Editions), che è stato scelto come Barnes and Noble’s Book of the Year.


Nessuno vede la natura come un poeta e Aimee Nezhukumatathil lo dimostra in World of Wonders, il suo primo libro di prosa. La raccolta di saggi di Nezhukumatathil si incentra sulle interazioni di tutta una vita e su osservazioni del mondo naturale.

Nata da madre filippina e padre del sud dell’India, e a causa delle richieste di lavoro della madre psichiatra Nezhukumatathil è cresciuta ovunque negli Stati Uniti, immersa nei paesaggi da New York all’Arizona. Scrive dalla prospettiva del poeta e da persona di colore in un mondo di bianchi privilegiati.

A catalpa can give two brown girls in western Kansas a green umbrella from the sun.” La frase di apertura acclima immediatamente i lettori alla forma del libro, un ibrido di memorie e uno studio naturalista. Ogni istantanea della vita di Nezhukumatathil, dall’infanzia ai giorni nostri, è abbinata a un particolare tipo di flora o fauna, e a ciò che impara da queste meraviglie naturali. La maggior parte dei saggi sono splendidamente illustrati da Fumi Mini Nakamura, un inserimento di stravaganti punti di contatto in tutto il testo, e come bonus aggiuntivo sono disponibili, da scaricare gratuitamente sul sito web di Nezhukumatathil, dei fogli da colorare che combinano una selezione di prosa e illustrazioni.

I saggi iniziano con l’infanzia di Nezhukumatathil e i suoi primi incontri con il mondo naturale, che le hanno insegnato tanto su se stessa e altrettanto sul pianeta. In un saggio, Nezhukumatathil racconta come un insegnante l’abbia umiliata alla scuola elementare per aver disegnato un pavone, un animale “anti-americano”. Il saggio sulle piante di Noli me tangere (Mimosa Pudica) è particolarmente toccante. “How I wish I could fold inward and shut down and shake off predators with one touch…let me and my children decide who touches them and who touches them not, touch them not, touch them not.”

L’esperienza di essere una persona di colore in America si concentra dolorosamente spesso sull’essere emarginati, oggettivati e categorizzati. Nezhukumatathil combina brillantemente questi ricordi con la flora e la fauna, trattate allo stesso modo, e mostra come tragga forza dal mondo naturale per vivere in quello umano.

I saggi segnano l’evoluzione dell’eco-coscienza di Nezhukumatathil dalla crescita all’età adulta. Assistiamo alla sua angoscia quando un polpo le muore tra le mani, e alla scoperta e dichiarazione quasi simultanea di pericolo delle Micrixalus, “le rane danzanti.” Gli argomenti variano dai monsoni indiani alle anguille a nastro alle lucciole, e mettono in evidenza la sua conoscenza e un fresco apprezzamento per ogni specie. L’unica lacuna evidente nei suoi argomenti è la mancanza di animali da allevamento, probabilmente quelli la cui dignità e meraviglia gli umani hanno bisogno di vedere con maggiore urgenza. Si spera che Nezhukumatathil apporti presto il suo considerevole talento ai tacchini selvatici o ai bovini Red Angus.

La voce di Nezhukumatathil è una meraviglia in sé. Nel suo saggio sulle Monarca, ci racconta come le farfalle migratorie virino bruscamente ad un certo punto sul lago Superiore. Nessuno sapeva perché fino a quando un geologo non scoprì che lì migliaia di anni fa c’era una montagna.

Does this message transmit through the song they sing to themselves on their first wild nights, spinning inside a chrysalis? Or in the music kissed down their backs as they crack themselves open to the morning sun? Does milkweed whisper instructions to them as it scatters in the meadows? Maybe that is the loneliest kind of memory: to be forever altered by an invisible kiss.”

Le parole di Nezhukumatathil intrecciano connessioni, luminose e inaspettate, e ci aprono gli occhi al bellissimo mondo circostante.

World of Wonders sovverte il pregiudizio implicito di questa società secondo la quale per studiare la natura bisogna essere scienziati, essere bianchi. Presenta una struttura in cui si inseriscono perfettamente le esperienze che intende raccontare. Per chiunque scopra una connessione con il mondo naturale o chi, di questi tempi, abbia semplicemente bisogno di una dose di meraviglia. E con questo, intendo tutti. 

(Traduzione di Emanuela Chiriacò)

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