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Alle colonne d’Ercole
Diario di un viaggio con l’orizzonte come confine

Tullio Berlenghi
Dei Merangoli Edizioni

 

di Emanuela Chiriacò


Scegli l’orizzonte come confine e non smetterai mai di viaggiare

Tullio Berlenghi è un ambientalista, uno scrittore e esperto di diritto ambientale. Con il libro Alle Colonne di Ercole. Diario di un viaggio con l’orizzonte come confine (Dei Merangoli Editrice) diventa un viaggiatore trasparente, lettore e narratore di un tragitto di oltre duemila chilometri compiuto in ventidue tappe con una mountain bike Cannondale M 70.

la definizione di “viaggiatore trasparente” ben si addice a chi esplora il mondo in bicicletta, quasi invisibile per auto e camion, ignari che quel ciclista, una volta a casa, avrà molto da raccontare sui suoi viaggi.

Il viaggio inizia il 2 maggio 2016 da Genova e la prima tappa è Imperia, prosegue in Costa Azzurra con Nizza, Carcès, Salon-de-Provence, Montpellier, Saint Laurent de la Cabrerisse, Espéraza, Ax-Les-Thermes fino a Andorra La Vella che sancisce il passaggio dai Pirenei verso Balaguer, e quindi l’entroterra spagnolo con Reus, Vinaròs, Castellòn de la Plana, Culler passando per Valencia fino a Villa Joiosa, San Pedro del Pinatar, Aguilas, Almerìa pere giungere sulla costa del sole con Calahonda, Marbella, e concludere, dopo ventidue giorni, con la sua destinazione: Gibilterra.

Gibilterra ti lascia una sensazione strana. Fa di tutto per dimostrarsi “british” – almeno con importanti segnali ‘esteriori’, a cominciare dalle tipiche cabine telefoniche che, al di là della Manica, non si trovano praticamente più – ma è pur sempre, geograficamente e culturalmente, un pezzo di penisola iberica.

Lo stretto di Gibilterra è il nec plus ultra scelto dall’eroe mitologico Ercole, i monti oltre i quali era vietato il passaggio a tutti i mortali e che all’epoca erano considerati i limiti estremi del mondo. Quello che Dante definisce ciò che l’uom più oltre non si metta.

Le Colonne d’ercole, il confine, il limite, il nec plus ultra. Sono alla base del monumento in pietra eretto sulla rocca di Gibilterra, al Cancello degli ebrei. Due colonne prive di capitello delimitano l’immagine dell’Ancient World.

Berlenghi compie un viaggio lungo un mese e lo fa da viaggiatore coinvolto che sceglie di documentare l’esperienza sul suo blog.

[…] è un diario di viaggio. Il viaggio è nato per caso. E un caso ha voluto che lo raccontassi, sin dall’inizio, anzi da prima dell’inizio. E sempre per caso questo diario è diventato un libro.

Nasce così un diario di viaggio con cui dà voce alle sue personali riflessioni sul mondo, sulla mobilità, sulla giustizia, sulla parità di genere. L’autore accenna al referendum contro le trivellazioni petrolifere, al caso Regeni, alla legge sul consumo di suolo, alla salvaguardia ambientale.

Una scelta operata per fornire

una (sua) precisa collocazione non solo nello spazio (statico), ma anche nel tempo (dinamico) ed è legato inevitabilmente agli eventi che lo hanno caratterizzato. Ho deciso di lasciarli lì dov’erano, testimoni preziosi di quei momenti. […] Ho affrontato diversi temi che mi stanno a cuore, esprimendo un pensiero, soffermandomi su un aspetto, augurando qualche cambiamento.

Il viaggio di Berlenghi è una degustazione slow di luoghi, paesaggi e climi diversi che ad esperienza conclusa, trasforma in un libro alternando il racconto alle illustrazioni di Maria Cristina Marsili.

Un lavoro di trasformazione dell’esperienza sensibile in qualcosa che resti, una dedica come il tuffo conclusivo nell’Oceano a destinazione raggiunta (e, comunque, un consiglio: fatelo un tuffo nell’Oceano. È una delle cose inutili che fanno stare bene), alle persone che gli sono state

vicine– sia prima della partenza, sia durante il viaggio – e mi hanno incitato e sostenuto.

Incluso gli sponsor etici: ANPI Colleferro, FIAB, GNe, Bioecogeo, eNVI, FIMA, CO.MO.DO., viaggiatori.com, Libera Colleferro, Federtrek, .eCO, Salviamo il Paesaggio, Socialmente Donna, Têtes de Bois* con i quali l’autore condivide passioni, impegni e battaglie.

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Alle colonne d’Ercole | Tullio Berlenghi

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