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Environment di Rolf Halden
Bloomsbury, Object Lessons 2022

L’articolo qui di seguito è di Lillie Gardner  ed è apparso sulla rivista EcoLitBooks, che ci ha gentilmente concesso di tradurlo in italiano.

EcoLit Books è una rivista online indipendente statunitense, fondata e diretta da John Yunker, dedicata alla scrittura – narrativa e saggistica – relativa a tematiche ambientali e in difesa degli animali.


Traduzione dell’articolo a cura di Elena Magaraggia * (Progetto FUSP / ZEST)

Un suggestivo viaggio alla scoperta di come gli alberi parlino tra di loro, poetiche immagini di delfini che nuotano eleganti nel blu dell’oceano, o approfondimenti su scintillanti laghi che costellano fiabeschi parchi nazionali. Se è questo ciò che vi aspettate da un libro intitolato Environment, allora potreste rimanerne delusi. Una bottiglia di plastica galleggiante in copertina ci anticipa il contenuto generale del libro, ovvero un importante sguardo sull’inquietante realtà in cui versa l’ambiente circostante, un ambiente che sta diventando sempre più tossico. In sole 130 pagine Halden ci invita con urgenza a riflettere su un incredibile numero di criticità derivanti da: crescita demografica, inquinamento idrico, allevamenti intensivi, emissioni di gas serra, scorie radioattive e molto altro.

Enviroment viene pubblicato dalla casa editrice Bloomsbury per la collana Object Lessons che ci illustra le vite segrete di cose comuni. Altri titoli presenti nella collana sono Remote Control, Driver’s License, Bread e Password. Sono tutti oggetti apparentemente così comuni e definiti che un libro sull’ambiente nella sua interezza sembra fuori posto. Eppure, Rolf Halden è all’altezza della sfida. È direttore del Biodesign Center for Environmental Health Engineering, nonché ricercatore senior sulla sostenibilità al Global Institute of Sustainability dell’Università statale dell’Arizona. All’interno del libro, intreccia le sue attuali competenze scientifiche con le esperienze personali vissute durante l’infanzia in Germania, dove ha svolto lavori edili, esposto spesso a sostanze tossiche senza alcuna protezione o conoscenza a riguardo.

Il libro si apre con un resoconto sull’origine degli esseri umani e con una riflessione su quanto questo sia un evento casuale e incredibile. ‘‘Le probabilità di essere vivi sono incredibilmente esigue’’ scrive Halden. ‘‘Un esordio modesto, circa 3,8 miliardi di anni fa su un pianeta roccioso che, eruttato dal Big Ben si posiziona a una distanza ideale dal sole, perfettamente adatta per accogliere quel miracolo chiamato vita.’’ Halden spiega come è nato il pianeta, provvisto all’inizio di un limitato inventario chimico per poi dar luogo a reazioni chimico-fisiche e scariche elettriche che alla fine lasciarono il posto alle prime proteine, responsabili subito dopo della vita cellulare. Visto che gli umani discendono da questa lenta, scrupolosa e casuale sperimentazione, sono, giocoforza, parte integrante e non separata dell’origine del nostro ecosistema. Questo è un concetto che viene ribadito più volte nel libro. Halden sostiene che non vi siano linee di demarcazione fra noi e l’ecosistema: ‘‘Il concetto del sé e dell’ambiente circostante è una pura illusione,’’ scrive nelle prime pagine. ‘‘Siamo intrinsecamente parte dell’ambiente; siamo la stessa identica cosa”.

Se vi destreggiate bene fra nozioni scientifiche e tavole periodiche, sebbene non sia indispensabile, potreste sfruttare più a fondo questo libro. Le descrizioni di amminoacidi combinati a formare risme di fogli e i riferimenti a composti fluorurati, danno per scontato che il pubblico non abbia bisogno di un’infarinatura in materia scientifica. Tuttavia è passato un po’ dalle lezioni di chimica e biologia sui banchi di scuola, tanto che alcune descrizioni potrebbero risultare di difficile comprensione per chi è poco avvezzo alla scienza. Eppure, Halden ha cercato il più possibile di semplificare le cose, a volte ricorrendo anche a spiegazioni accattivanti, come: ‘‘Immaginate di essere l’elemento a cui manca un solo elettrone per passare dal desiderio e dalla disperazione al beato nirvana. È così che si sentono e si comportano gli alogeni’’.

Mentre Environment è, in definitiva, un resoconto scientifico intessuto di esperienze personali, Halden non si astiene dall’esprimere le proprie opinioni. In diversi punti il tono si fa critico, stizzito, come si può notare in frasi come ‘‘l’aria che respiriamo nelle nostre acclamate prigioni di lusso e miseria’’ o esagerato come in ‘‘la discarica in cui si sono trasformati i nostri corpi e i nostri bambini’’. È, tuttavia, comprensibile come qualcuno così immerso in una realtà di degrado ambientale si senta avvilito dalle azioni del singolo e dagli ostacoli che il sistema presenta. Tutti noi, ogni giorno, prendiamo decisioni che impattano sull’ecosistema. Non dovremmo forse essere giudicati per questo? (Comparando bambini a discariche di sicuro si va dritti al punto).

Fondamentalmente, Halden passa in rassegna un ampio ventaglio di problematiche ambientali mostrandoci brillantemente le loro intrinseche relazioni di causa-effetto. Alcuni capitoli sono particolarmente incisivi, tra i quali ‘‘From Tobacco to Teflon Babies’’ (Dal tabacco ai bambini di teflon), ‘‘Plastic Hangover’’ (Sbornia da plastica), e ‘‘The High Price of Meat’’ (La carne a caro prezzo). All’interno di quest’ultimo, Halden riporta una ricerca scientifica condotta dal suo team dell’Università John Hopkins nel 2005, per il Pew Charitable Trust, sulle pratiche agricole americane. Descrive quella che è stata per lui un’esperienza illuminante: scoprire che le aziende agricole a conduzione familiare ‘‘erano state rimpiazzate dall’efficienza industriale per ricavare senza ritegno guadagni a breve termine a spese dell’integrità dell’ecosistema e della salute umana’’. Halden non si nasconde nemmeno di fronte alle frustrazioni della ricerca scientifica. I risultati del suo studio furono consegnati al Congresso più di dieci anni fa dall’apartitica Pew Commission, ma si è registrata, stando alle parole del ricercatore principale, ‘‘una spaventosa mancanza di progressi’’.

Il messaggio più importante di Environment è proprio la sua argomentazione principale: l’essere umano e l’ambiente sono una cosa sola e al fine di preservare il benessere di entrambi è necessario che gli esseri umani interiorizzino questa visione. Halden chiama il nostro pianeta ‘‘bolla di Terra’’ segnalando che non vi sono separazioni fra noi e l’ambiente perché esso ci contiene, ci circonda, è parte di noi ed è dentro di noi. Ogni cosa che gettiamo nell’ambiente finisce inevitabilmente per diventare parte del nostro corpo. Sono verità difficili da accettare, ma l’essere consapevoli di un problema è il primo passo per dargli la giusta attenzione. È proprio l’attenzione ciò di cui abbiamo bisogno per cercare di realizzare delle misure concrete per sopravvivere. (Anche un po’ di gratitudine verso i processi ambientali così scrupolosamente lenti, non sarebbe male). Per coloro che desiderano saperne di più sulle problematiche ambientali e di come l’essere umano può contribuire in merito, Environment è il posto perfetto da dove cominciare.


*Elena Magaraggia: 1993. Laureanda presso la SSML della Fondazione Unicampus San Pellegrino, sede di Vicenza. Predilige la traduzione di testi letterari e coltiva una passione per la poesia romantica e decadente. Grazie a esperienze lavorative in ambito clinico ha come obiettivo specializzarsi anche nella traduzione specialistica in campo medico-sanitario. Collabora in qualità di traduttrice al progetto FUSP | ZEST.


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Environment | Rolf Halden – dall’estero

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