Il femminile come snodo speculativo
Ecocritica e identità nella fantascienza italiana
Salvatrici del mondo di Francesca Fiorentin e Paolo Lago (Giorgio Pozzi Editore, 2024) è un saggio dedicato all’analisi dei personaggi femminili nella fantascienza italiana contemporanea, con un corpus che si estende dal 2010 a oggi. Il volume prende in esame le modalità attraverso cui le protagoniste di romanzi e film appartenenti al genere assumono, in contesti distopici e neo-apocalittici, una funzione di mediazione tra crisi ecologica, trasformazioni del vivente e immaginari postumani, spesso attraverso una marcata connessione con una dimensione naturale, ctonia e ambientale.
Il testo si colloca all’interno di un campo critico che intreccia ecocritica, studi di genere e teoria della fantascienza contemporanea, contribuendo a definire il femminile come snodo interpretativo delle dinamiche speculative che attraversano la narrativa italiana recente.
Come osservano Daniele Comberiati e Luca Somigli, la fantascienza italiana recente non si posiziona più ai margini del sistema letterario, ma si configura come un campo aperto e poroso, attraversato da una forte contaminazione teorica e mediale. Il genere perde così la sua definizione di compartimento stabile e si struttura piuttosto come dispositivo in continua ridefinizione, in cui convergono postumanesimo, transumanesimo, studi di genere, ecologia. Questa convergenza non ha carattere accessorio, ma strutturale: la fantascienza diventa uno spazio in cui le categorie teoriche del presente vengono messe in tensione e rese operative sul piano narrativo.
Nel contesto italiano, questa apertura si traduce in una narrativa dalla forte vocazione sociologica. Le trasformazioni del capitalismo contemporaneo, la crisi degli stati nazionali, la pervasività delle tecnologie digitali e la centralità della crisi ecologica non restano sullo sfondo, ma agiscono come assi portanti della costruzione narrativa. In questo quadro, il corpo – e in particolare il corpo femminile – si impone come punto di registrazione delle trasformazioni sistemiche del presente.
È a questa cornice teorica che ci introduce l’estratto qui proposto, consentendoci di accedere all’impianto interpretativo del saggio. Fin dalle pagine emerge con chiarezza il rilievo attribuito al femminile come categoria attraversata da dimensioni ecologiche, storiche e politiche, inserita in una riflessione più ampia sulla crisi dell’Antropocene e sulle forme contemporanee della distopia. Il femminile viene assunto come punto privilegiato di accesso alla dimensione speculativa del contemporaneo.
Estratto da: F. Fiorentin, P. Lago, Salvatrici del mondo. Personaggi femminili nella fantascienza italiana contemporanea, Giorgio Pozzi Editore, Ravenna, 2024.
Introduzione, pp. 9-12. (Tutti i diritti riservati)
Oggetto di questo studio sono i personaggi femminili di alcuni romanzi italiani contemporanei nonché di alcuni film, sempre italiani, appartenenti al genere della fantascienza. Ci siamo dati un limite temporale, il 2010, per cui la nostra analisi abbraccia quella narrativa che è stata definita come ipercontemporanea. Daniele Comberiati e Luca Somigli, nel saggio introduttivo di un numero monografico della rivista «Narrativa», dedicato appunto alla «fantascienza nelle narrazioni ipercontemporanee» e da loro curato, delineano gli elementi-chiave che accomunano molti di questi romanzi. Come notano i due studiosi, a causa dei cambiamenti tecnologici e sociali avvenuti negli ultimi anni, «è possibile notare come oggi la fantascienza dialoghi con alcuni dei campi teorici più interessanti del contesto contemporaneo, quali il postumanesimo e il transumanesimo, l’ecocritica, la collassologia, oltre ovviamente a mantenere un confronto aperto con gli studi di genere, culturali e postcoloniali»1. Se poi guardiamo nello specifico all’Italia contemporanea, si può notare come in molta narrativa dialoghino fra di loro soprattutto quattro categorie: la disgregazione degli stati nazionali, l’ecologia, la riflessione sul corpo femminile e l’influenza delle grandi compagnie private di big data2. In un volume redatto assieme a Simone Brioni, Comberiati amplia ulteriormente tali categorie andando ad affrontare temi specifici opportunamente ricondotti alla narrativa italiana contemporanea di fantascienza3. D’altra parte, in Italia, le «narrazioni a sfondo sociologico risultano maggioritarie»4: uno sfondo che sarà preponderante anche nei testi che abbiamo scelto di analizzare focalizzandoci, fra le quattro categorie proposte dallo studioso, soprattutto sulla rappresentazione del corpo femminile.
A fianco della narrativa, l’analisi condotta in questo saggio si allarga anche ad alcune opere cinematografiche italiane, sempre considerando il 2010 come terminus post quem. Anche in alcuni film di fantascienza contemporanei, infatti, i personaggi femminili assumono delle connotazioni tali da vivere una dimensione peculiare, nettamente separata da quella delle figure maschili. Una condizione quasi di superiorità morale e di maggiore sensibilità e consapevolezza.
La nostra analisi riguarda soprattutto l’ecocritica e, nella fattispecie, un’ecocritica al femminile. Il saggio non intende solo dimostrare come le protagoniste di queste opere narrative e cinematografiche abbiano profonde capacità di legami con la natura e con le sue dinamiche. Anche nei testi sacri di tutte le religioni la donna assume lo specifico significato di madre e figlia della Terra, mentre l’uomo appartiene alla dimensione del cielo, un gradino più sopra in quanto più vicino a Dio che crea la Terra e l’umanità. Forse a causa dei disastri ambientali la specie umana e molte altre moriranno. Ma non l’universo. Perirà la Terra come generatrice della creatura che Dio ha desiderato a sua immagine. Questo probabile destino sembra una sorte di maledizione sull’elemento femmineo da sempre identificato con la vita come generazione sulla Terra, femmineo già responsabile della caduta dall’Eden. Se leggiamo la Bibbia, sappiamo che è stato Noè a salvarci dal diluvio universale. Come uomo, Noè aveva un potere privilegiato sulla possibilità di salvare il genere umano.
Se l’umanità, con l’incontrollato consumo di combustibili fossili che uccidono l’atmosfera, è diventata un fuoco divoratore dell’ambiente, un fuoco della fine di questo mondo tossico, le donne, nell’immaginario dei libri presi in esame, possono creare un’inversione di direzione dalla caduta dall’Eden, un riscatto dalla colpa originaria. Esse devono smentire l’idea di vivere per procreare nella sofferenza. Se spesso queste narrazioni rappresentano scenari distopici devastati dall’inquinamento, dalle malattie e dal cambiamento climatico oppure futuristici spazi disumanizzati (un Antropocene, quindi, proiettato in una dimensione eco-distopica), i personaggi femminili, ribellandosi ai più svariati modi di sfruttamento messi in atto dai sistemi capitalistici del futuro, si trasformano in portatrici di una possibilità di rinascita e si possono configurare come le salvatrici o dell’intera umanità o di altri personaggi. Le autrici e gli autori considerano la fantascienza come una scienza speculativa che pensa le condizioni di un mondo possibile durante la sesta estinzione di massa, e riconoscono la verità dell’ecofemminismo, perché donna è la portatrice di cambiamenti nella direzione della possibilità di salvare la Terra o l’umanità. Del resto, anche al di fuori della finzione letteraria, è stato posto l’accento sul fatto che il genere femminile sia particolarmente attento all’ambiente, assai più di quello maschile5.
A differenza di altri studi precedenti che prendono in esame la narrativa di fantascienza esclusivamente femminile, incentrando quindi la loro analisi soltanto sulle opere scritte da autrici donne, la nostra analisi si concentra sui personaggi femminili. Se preponderanti saranno comunque quelli creati da autrici donne, non disdegniamo di analizzare anche quelli nati dalla fantasia di autori maschi. La discriminante di genere, perciò, in questo lavoro, non è incentrata sull’autorialità ma sui personaggi di finzione. Secondo Philippe Hamon, il sesso di un personaggio è già di per sé una sua fondamentale «etichetta semantica»6 che ci permette di creare opposizioni (ad esempio con i personaggi maschili) ma anche similitudini. I personaggi di un testo entrano infatti in correlazione fra di loro mediante una dinamica di rassomiglianza e di diversità7. Il nostro intento è quello di dimostrare come, nella narrativa e nel cinema di fantascienza italiani ipercontemporanei, il ruolo delle figure femminili sia strettamente correlato a una importante dimensione ecologica. Sono infatti le donne, anche nelle peggiori catastrofi distopiche ed ecodistopiche, in un Antropocene malato, coloro che cercano a tutti i costi di salvare il mondo, salvando di conseguenza anche tutto ciò che è correlato alla natura. La continuazione in sicurezza della vita sul pianeta, come nota bell hooks, richiede la conversione degli uomini verso il femminismo8. Come ha mostrato Silvia Federici nel suo saggio Calibano e la strega9, il capitalismo è stata una controrivoluzione che ha distrutto le possibilità della lotta contro le enclosures, le privatizzazioni della terra, di cui le donne furono protagoniste.
Come tale, ebbe nel mirino le donne fin dal suo sorgere. Di conseguenza, si potrebbe aggiungere che l’ecologismo, volendo distruggere le forze capitalistiche, appartiene per sua natura alle donne.
1 Daniele Comberiati, Luca Somigli, La fantascienza nelle narrazioni italiane ipercontemporanee, in «Narrativa», 43, 2021, p. 9.
2 Cfr. Daniele Comberiati, Distopie letterarie. Riflessi dall’Italia di oggi, in «Zapruder», 55, 2021, p. 95. Cfr. anche Daniele Comberiati, Simone Brioni, Italian Science Fiction. The Other in Literature and Film, New York, Palgrave MacMillan, 2019.
3 Cfr. Daniele Comberiati, Simone Brioni, Ideologia e rappresentazione. Percorsi attraverso la fantascienza italiana, Milano-Udine, Mimesis, 2020. I temi trattati sono: «Discronie»; «Robot»; «Totalitarismi»; «Ecocritica»; «Follia»; «Religione»; «Terrorismo»; «Supereroi»; «Berlusconi»; «Europa»; «Postumano».
4 Daniele Comberiati, Distopie letterarie, cit., p. 95.
5 Cfr. ad esempio Luca Mercalli, Non c’è più tempo, Torino, Einaudi, 2018, p. 59: «Credo che il genere femminile sia più attento all’ambiente». Pensiamo anche che è stata una donna, Christiana Figueres, che ha diretto per l’ONU i negoziati che hanno portato alla firma del trattato di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico.
6 Cfr. Philippe Hamon, Semiologia, lessico, leggibilità del testo narrativo, trad. it. di A. Martinelli, Parma, Pratiche, 1977, p. 97.
7 Cfr. ibid.
8 bell hooks, Il femminismo è per tutti, Napoli, Tamu Edizioni, 2021, p. 200.
9 Cfr. Silvia Federici, Calibano e la strega, Mimesis, Milano-Udine, 2020.
