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intervista al poeta  Alfonso Guida

Cominciamo con una domanda canonica: cosa è per te la Poesia? 

La poesia è una vocazione ferma e assoluta. È la casa di una vita che ho costruito con sapienza tecnica e abilità costruttoria. È la necessità di espressione che certe sensibilità, le più veggenti, hanno.

Nei tuoi versi si avverte e riscontra un forte legame con il territorio ma anche con la terra . Il paese è la dimensione corale di un microcosmo che tuttavia pare rappresentare ogni luogo e tutti i luoghi. Quanto contano nella tua poesia le radici, le origini?

Senza le radici non è permesso all’uomo riconoscersi. Le radici come terra, paesaggio, vita di un luogo corale e plenario, le radici come sentimento di appartenenza che nel tempo matura, si fissa, si rischiara. La mia poesia si innesta sulle fonti di queste rocce, chiama da sempre per nome gli uccelli e le piante, le vite minuscole che qui, nel silenzio sterminato dello spazio, hanno un peso quasi di catastrofi. Si vive in una grande notte al Sud. Ogni rumore riecheggia e rimbomba col peso degli elementi. La visione prende corpo e la parola resta in un ritmo incantato di nenia remota, arcaica. Da dove vengono i miei versi? È il mistero del tutto a rispondere.

Come definiresti la tua ricerca e la tua scrittura?

La mia ricerca poetica fa leva sull’esasperazione della scissione psichica di un intero Occidente. È forse in un viaggio a ritroso che ho trovato i fondamenti dell’essere, per citare una poetessa dimenticata e lontana da me : Patrizia Vicinelli.

Che ruolo hanno natura e paesaggio?

La Natura è lo Sfondo–Altro di una vita in cerca e in lotta col suo predatore. In queste terre di Ulivi e grano si snodano le vite dei rapaci e degli animali selvatici. L’uomo vive abbarbicandosi alle argille, alle arenarie che conferiscono al paesaggio connotati del deserto. E le terre al margine sono terre di proscrizione, non va dimenticato. Qui siamo tutti esuli del mondo e chi scrive lo è due volte. È esule del mondo e di sé. Ecco il nascere necessario dello scavo, della lingua che dona portando l’esperienza, la verità di una gente non anonima, ma protetta, ben difesa dalla fortezza della sua solitudine socio – politica e storico – geografica. In Conversari di questi inceppamenti lapidari del Sud ne parlo si, ma come astraendo la questione su un piano metafisico eppure materico, incandescente come il cuore della realtà.

C’è a tuo avviso una responsabilità del poeta?  etica, morale, sociale o politica?

Simone De Beauvoir scrisse un libro pregnante e breve e ancora, per fortuna, attuale: La responsabilità dello scrittore. Noi inseguiamo il bene e questo è un cardine. Tuttavia si può scegliere di starsene in disparte dalla società. Oggi
è più che mai confusa e stordisce. I poeti, poi, hanno imparato lo spettacolo dell’opinione. Io no. Io compio la rivolta muto. A chi interessa? A nessuno. Ma c’è una luce che irradia la mia vita ed è la ciclica stagione del tempo che mi dà l’idea di quanto sia cresciuto. Non la poesia mischiata troppo coi commerci. Ne ho un idea aristocratica. Mi piace chi paga fino in fondo per quello che è, non per quello che fa. Cito Schiller.

A quali scrittori, poeti ti senti vicino o da quali ispirato?

Io sono uno studioso dell’Opera di Amelia Rosselli, Dario Bellezza, Nadia Campana e degli autori nati negli anni Cinquanta e morti quasi tutti per loro stessa mano negli Anni Ottanta. Tutto ebbe inizio da Pasolini e Sandro Penna. La mia poesia ha attinto ai poeti della diversità totale. Ancora oggi scavo nelle lingue più disagiate e inquiete eppure tremende nella loro efficacia come l’Angelo di Rilke.

Estetica e poetica: come si realizzano nei tuoi lavori?

Nelle risposte date finora ho abbozzato per sommi capi un idea di poetica. La ricerca è ricerca estetica. Si cerca il bene e il bello. Non mi sono mai chiuso nel campanile del paese. Ho un senso dell’universalità. Grazie.


Alfonso Guida (1973) vive a San Mauro Forte.
Legato alle figure di Beppe Salvia, Dario Bellezza, Amelia Rosselli e Paul Celan, suoi testi sono apparsi, tra le altre, sulle riviste Poesia e Forum Italicum. Premi: Dario Bellezza per l’opera prima con la raccolta Il sogno, la follia, l’altra morte (1998); Montale con la plaquette Le spoglie divise [15 stanze per Rocco Scotellaro] (2002).
Pubblicazioni: per i tipi di Poiesis Il dono dell’occhio (2011) e Irpinia (2012); Ad ogni passo del sempre (Aragno, 2013); L’acqua al cervello è una foglia (LietoColle, 2014); Poesie per Tiziana (Il Ponte del Sale, 2015); Luogo del sigillo (Fallone Editore 2016); Ha inoltre pubblicato il diario in prosa “Diario del transito” disponibile in rete. Cura la rubrica “Golpe” per la rivista Avamposto. Varie le plaquette: Via Crucis, Note di terapia, Nous ne sommes pas les derniers,
nel 2021 pubblica Conversari con la ‘round midnight edizioni.


Leggi su ZEST la poesia di Alfonso Guida Il mio paese

Il mio paese | una poesia di Alfonso Guida

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In dialogo con il poeta Alfonso Guida