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RACCONTI DAL DAKOTA | Hamlin Garland
DEditore

Hamlin Garland

Considerato da alcuni il Dante Alighieri dell’America profonda, Hamlin Garland è noto per aver dato voce al duro lavoro nelle fattorie del Midwest americano.
Nato nel Wisconsin, Garland trascorse gran parte della sua giovinezza nelle fattorie del Midwest, per trasferirsi poi a Boston nel 1884 dove iniziò la sua carriera di scrittore. Il suo primo successo lo conseguì nel 1891 con la pubblicazione di Six Mississippi Valley Stories (qui tradotto con il titolo Racconti dal Mississippi), la prima raccolta di racconti ispirati al tempo in cui visse in campagna, che inaugurerà la sua fortunata serie "Main-Travelled Roads". 
Nel 1922, nel pieno del suo successo, vince il Premio Pulitzer con il romanzo A Daughter of the Middle Border.

Per concessione della casa editrice è possibile leggere un estratto dal racconto 
La moglie di un buon uomo

IV

I bambini la svegliarono con i loro urletti e i loro baci. Era un grande avvenimento per loro svegliarsi e trovare la mamma nel letto. Cominciava appena a far giorno, un mattino grigio e pallido, come grigio e pallido era il colore che avrebbe visto se solo fosse stata in grado di scrutare la sua anima. Coi bambini che le ruzzolavano sopra, sentendo le loro piccole e calde mani e le loro labbra morbide, Nell riesaminò la situazione e decise infine in che modo comportarsi.

Si alzò, gettò del carbone nella stufa del soggiorno e accese il fuoco in cucina; poi vestì i bambini. Il più grandicello, appena vestito, corse a svegliare il padre, mentre la madre cominciava a preparare la colazione.

Sanford uscì dalla stanza cupo in viso, salutando i bambini con voce sommessa. Tremava, mentre se ne stava seduto vicino alla stufa, attizzando il fuoco come se la stanza gli sembrasse fredda. Aveva il volto pallido e umidiccio.

«La colazione è pronta, James», disse con un tono che voleva essere abituale, ma che tradiva una nota di tristezza. Sapeva che da quella notte era un po’ meno la “signora Sanford”, e tornava a essere un po’ più “Nell”.

Jim, andando a tavola, trovò difficile guardarla. Lei si dette da fare per sistemare i bambini, cercando di nascondere le proprie emozioni.

«Non mi sento di mangiare carne stamattina, Nellie. Non sto molto bene».

Lei gli rivolse uno sguardo rapido e penetrante. «Cosa ti senti?»

«Mah, sembra che questo disastro mi abbia messo lo stomaco sottosopra. Non sono proprio nelle condizioni ideali per andare in banca e affrontare quella gente».

«Bisogna farlo», disse con un tono che non lasciava spazio a repliche.

«Già, ma non mi è molto di aiuto saperlo».

Tacque pensosa, mentre il bambino sbatteva il cucchiaio sul piatto di latta. La stanza era rumorosa, come ogni mattina, ma era il suo silenzio a dominare l’ambiente.

Infine, sospirò, rizzò la schiena e disse: «Devi andarci, altrimenti ci andrò io». Nellie appariva risoluta, ferma. «Non solo: dirai anche che quei soldi saranno restituiti. Fino all’ultimo centesimo».

«Ma è più di quanto possa fare».

«Dobbiamo farlo».

Jim provò a replicare: «Ma di fronte alla legge noi non siamo criminali: ciò che ho fatto è perfettamente legale».

«L’unico modo di aggiustare le cose non è solo pagare, ma è pagare tutto quello che dobbiamo. Non voglio che si dica che i miei figli vivano grazie al sudore della gente comune. Diavolo, non voglio che la gente dica che io vivo del sudore degli altri. Se non li pagherai tu, quei debiti, troverò il modo di farlo io. Ho riflettuto bene su tutto. Se non te la senti di restare ad affrontare la situazione e non paghi quella gente, non ti riconoscerò più come mio marito. Ti ho amato e stimato, Jim, e ti ho considerato un uomo d’onore. Vederti pronto a scappare e lasciarmi in pasto ai tuoi debitori è stato un colpo tremendo. Ma ho riflettuto e ho deciso: sarò io a farmi carico dell’onore della nostra famiglia».

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Racconti dal Dakota | Hamlin Garland – ESTRATTO in lettura su ZEST

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