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gunter pauliAbbiamo il piacere di ospitare per un’intervista Gunter Pauli.

Gunter Pauli, iniziatore della Blue Economy imprenditore ed economista, è il fondatore di Zeri (Zero Emission Research Initiative), rete internazionale di scienziati, studiosi ed economisti che si occupano di trovare soluzioni innovative alle principali sfide cui le economie e la società sono poste di fronte, progettando nuovi modi di produzione e di consumo. Pauli è autore di numerosi libri che sono stati tradotti in oltre trenta lingue.
Ultima pubblicazione Blue Economy 2.0 (Edizioni Ambiente) è commentata qui.  Ringraziamo Edizioni Ambiente per la collaborazione.

di Antonia Santopietro

ENG

As an entrepreneur, your point of view regarding a mass-scale change, has focused on implementing new projects with high green innovations, how can SMEs act accordingly?
Since large corporations are stuck within the logic of business, producing more of the same, searching for ever lower costs, they have no chance to implement the Blue economy logic that proposes that you do more with what you have, generating more value. So SMEs have a greater degree of freedom and would be able to exploit these opportunities thanks to this fresh look at reality.

Should you suggest new political directions in supporting blue economy, what does it seem needed first?
First we need to have a clear vision on all the opportunities we have, so the policy makers should be focusing on identifying the opportunities, instead of pretending to be able to solve the problems.

Blue economy is known for requiring a lower amount of investment vs green economy, can you explain it?
All relies on the systems approach, how to connect things, how to cascade food, nutrition and energy like the coffee waste that turns into a substrate for mushrooms, and the waste of mushrooms (waste of the coffee), that turns into a chicken feed… a chicken that now produces eggs! We have to inspire people.

According to your experience, a circular economy offers strong opportunities for a sustainable development, how far we are from fully integrating this vision in a modern management?
We have a million MBAs all trained to think and operate one business based on one competence only so you cannot expect that they are all going to transform into this new business model. We need time, and we need to ensure that we have very practical cases and can demonstrate that there is a very different ways of creating value in society and responding to basic needs.

A business model change is based on a change in culture, how can enterprises be attracted to comply with a circular economy? Is it just a matter of a huge responsibility?
When it is possible to generate 4 revenues from coffee waste, how many enterprises will respond to this opportunity. When it is possible to convert mining waste into paper without water, when slaughter house waste is used to farm maggots that replace fish meal …. it is a matter of seeing an opportunity and making it happen.


The circularity of the flows of materials, that is observed in nature, has inspired so many business ideas around the world. By regenerating, and transforming waste in new commodities, the Blue economy promotes a sustainable long term growth, can you provide us with some examples?
The Blue Economy has over 200 cases implemented. It is key to know that there are opportunities everywhere. We can turn tomato farming into fresh water production, we can turn savannahs back into the rainforest it used to be and it is possible to produce all the biogas needed in the world from 3D sea farming. It is so surprising that so many innovations are simply not implemented. It is like no one knows how apples got up on the tree, and we can only recite the law of gravity that describes how the apple falls down from the tree. But, don’t we realize that before the apple can fall down, it must defy the law of gravity.

According to your previous book, you aim to create 100 million jobs by 2020, how can this be possible? Is there something you can imagine as a further step of a sustainable way to do business?
If we do not believe it is possible, then it is impossible!

We need to change our parameters and limits, so indeed in 2009 I proposed that these 100 innovations would generate in a decade as much as 100 million jobs. We have failed. We can only track 3 million. We have a long way to go, but I do believe that we are building a new pathway that could change the way we manage this Earth

 


ITA

Come imprenditore il suo punto di vista circa i cambiamenti su larga scala si sono focalizzati sull’implementare nuovi progetti che prevedono grandi innovazioni green. Come può una PMI agire secondo allo stesso modo?
Dal momento che le grandi aziende sono ingabbiate all’interno della logica del business, producendo sempre le stesse cose e alla ricerca solo di costi sempre più bassi, esse non hanno alcuna possibilità di implementare la logica Blue Economy, che propone di fare di più con quello che hai, generando più valore. Quindi, le PMI hanno un maggior grado di libertà e sarebbero in grado di sfruttare queste opportunità grazie a questo sguardo nuovo sulla realtà


Se dovesse suggerire quindi nuove direzioni politiche a sostegno della Blue Economy, da che cosa comincerebbe?
In primo luogo abbiamo bisogno di avere una visione chiara su tutte le opportunità a disposizione, in modo che i responsabili politici possano incentrarsi sull’individuazione delle opportunità, invece di ritenere di essere in grado di risolvere i problemi.


L’economia blu è nota perché richiede una minore quantità di investimenti rispetto alla green economy, lo può spiegare?
Tutto si basa su un approccio ai sistemi, su come collegare le cose, come a cascata il cibo, la nutrizione e l’energia si trasformano, come i rifiuti del caffè che si trasformano in un substrato per i funghi, e gli avanzi dei funghi (che a loro volta erano i rifiuti del caffè), che si trasformano in un alimento per le galline. Galline che oggi producono le uova! Dobbiamo ispirare le persone.


Secondo la sua esperienza, un’economia circolare offre forti opportunità per uno sviluppo sostenibile, quanto siamo lontani dalla piena integrazione di questa visione in una gestione moderna?
Abbiamo un milione di laureati in economia tutti addestrati a pensare e operare un business basato sulle certezze classiche, quindi non ci si può aspettare che tutti cercheranno di sviluppare questo nuovo modello di business. C’è bisogno di tempo, e dobbiamo garantire che ogni singolo caso che trattiamo possa dimostrare che esistono valide alternative di costruzione della ricchezza rispetto al modello classico per rispondere alle esigenze di base.


Un cambiamento del m
odello di business si basa su un cambiamento nella cultura, come possono le imprese essere attratte e rispettare un’economia circolare? È solo una questione di grande responsabilità?
Quando sarà possibile generare 4 ricavi dai rifiuti caffè, come potranno le imprese non rispondere a questa opportunità, o quando sarà possibile convertire i rifiuti minerari in carta, senza acqua, quando i rifiuti del macello saranno utilizzati per allevare vermi che sostituiscono il pasto per i pesci… si tratta di vedere un’opportunità e fare in modo che si realizzi.

La circolarità dei flussi dei materiali, che si osserva in natura, ha ispirato tante idee commerciali in tutto il mondo. Rigenerando, e trasformando i rifiuti in nuove materie prime, la Blue Economy promuove una crescita sostenibile a lungo termine, ci può fornire qualche esempio?

La Blue Economy ha oltre 200 casi realizzati. Fondamentale è sapere che ci sono opportunità in tutto il mondo. Siamo in grado di trasformare l’agricoltura del pomodoro in produzione di acqua dolce, possiamo trasformare savane di nuovo nella foresta pluviale di una volta ed è possibile produrre tutti i biogas necessari nel mondo dalle colture tridimensionali in mare . È così sorprendente che così tante innovazioni siano semplicemente non attuate. È come se non si sapesse come crescono le mele sull’albero, e raccontassimo solo della legge di gravità che descrive come esse cadono dall’albero. Ma, non ci rendiamo forse conto che prima che la mela possa cadere, deve sfidare la legge di gravità.
Secondo il suo libro precedente, si mira a creare 100 milioni di posti entro il 2020, come può essere possibile? C’è qualcosa che si può immaginare come un ulteriore passo verso un modo sostenibile di fare affari?
Se noi non lo crediamo possibile, allora è impossibile davvero! Dobbiamo cambiare i nostri parametri e limiti, così effettivamente nel 2009 proposi queste 100 innovazioni che avrebbero dovuto generare in un decennio 100 milioni di posti di lavoro. Ho fallito. Sono in grado di dimostrarne solo 3 milioni. Abbiamo una lunga strada da percorrere, ma credo che stiamo costruendo un nuovo percorso che potrebbe cambiare il nostro modo di gestire questa Terra
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Intervista a Gunter Pauli|Blue Economy | ENG-ITA

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