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Asimmetriade, illustrazione di Dominique Signoret Fonte Wikipedia

di Antonia Santopietro |

Io non intendo niente di questo, disse Sancho, e intendo solo che fino a tanto che dormo non sento né timore, né speranza, né travaglio, né gloria: che benedetto sia pure chi inventò il sonno, cappa che copre tutti gli umani pensieri, cibo che toglie la fame, acqua che estingue la sete, fuoco per cui fugge il freddo, freddo che tempra l’ardore, moneta generale con cui tutto si compra, bilancia e peso che rende eguale il re al pastore ed il saggio allo zotico: no, il sonno non ha in sé altro di cattivo, da quanto ho inteso dire più volte, se non che rassomiglia alla morte, passando poca differenza da uomo morto ad addormentato. — Non ti ho sentito mai, o Sancho, disse don Chisciotte, a parlare con tanta eleganza come adesso –

questo lo stralcio del Don Chisciotte che il dr. Snaut chiede a Kris Kelvin di leggere in Solaris.

Solaris è un romanzo di fantascienza di Stanisław Lem, il suo più celebre, pubblicato nel 1961.

Tradotto in più di trenta lingue, è stato trasposto in un film per la televisione russa nel 1968, quindi ha ispirato la realizzazione dell’omonimo film nel 1972 del regista russo Andrej Tarkovskij e nel 2002 un secondo adattamento del regista statunitense Steven Soderbergh. Questo romanzo rappresenta pienamente quel genere di fantascienza filosofica oggetto della produzione letteraria di Lem, pur differenziandosi dalle altre opere per struttura e modalità di stesura…..

….Solaris è un pianeta diverso dagli altri, essendo interamente ricoperto di un liquido plasmatico in grado di mutare forma e consistenza: non solo genera complicatissime e gigantesche strutture dalla natura incomprensibile (destinate presto o tardi a riaffondare nell’oceano), ma emula perfino la forma delle apparecchiature umane con cui entra in contatto. Tale sostanza sembra costituire un unico enorme essere vivente e taluni lo ritengono in grado di pensare, nonostante la totale impossibilità dei ricercatori di individuare un qualunque schema nelle sue eventuali “azioni”. Lo scopo della missione spaziale attorno a Solaris è sia di stabilire un contatto con il pianeta, sia di comprendere “che cosa” esso sia realmente. Nonostante l’ingente mole degli studi compiuti in tutte le branche della scienza umana, infatti, il pianeta e il suo oceano restano un mistero assoluto: Solaris sfugge ancora alle possibilità della conoscenza umana, per quanti possano essere i dati raccolti o le teorie formulate.  (Fonte Wikipedia)

Lascio alla vostra lettura l’eventuale approfondimento dell’opera dello scrittore polacco e la trama del suo romanzo, di cui mi sono servita in breve stralcio per arrivare invece a fare una considerazione di attualità. Gli scienziati che nel romanzo studiavano la Solaristica ovvero la disciplina che doveva consentire di conoscere il pianeta Solaris, per anni cercano il modo per ottenere un contatto con questa strana entità che sembra assorbire tutte le energie del mondo. Solaris risponde all’atavica esigenza umana di vivere la materialità dei propri pensieri. Lem nei suoi romanzi ascrivibili al genere fantascientifico, traccia tuttavia le linee portanti di una chiave filosofica con la quale osserva l’uomo e il suo viaggio verso l’ignoto, verso la conoscenza di ciò che è altro da sé, ed è proprio nell’incontro / scontro con l’ignoto che l’uomo si obbliga ad un percorso di conoscenza interiore, i limiti imposti dalla mente non sono superabili con la sola scienza. La scienza offre strumenti efficaci ma perde consistenza di fronte all’ignoto quanto questo palesa la sua grande forza. All’uomo non è dato conoscere tutto, egli appare finito nell’immensità dell’universo per quanto si sforzi di comprenderlo. L’immenso oceano blu di Solaris che materializza i pensieri che faranno poi da specchio proiettivo della coscienza individuale potrebbe oggi trovare un suo estremo parallelismo nel meta-reale digitale, immaginiamo il web come una entità sovrastante, dove fluttuano le nostre energie vitali, il magma dei nostri pensieri e da cui si materializzano personalità distanti e discordanti.  Così noi cerchiamo di entrare in contatto con questa realtà dove ci troviamo come sempre in orbita e il contatto con gli avatar del mondo ci obbliga spesso, come per Solaris, ad un’analisi più profonda circa chi siamo veramente. Lem in fondo ha fiducia nelle capacità dell’uomo di indagarsi, lo pone nelle condizioni di “conoscere”: l’uomo è stato creato dalla natura per conoscerla, muovendosi verso la verità l’uomo è condannato alla conoscenza. 

Come in Solaris abbiamo avuto bisogno di un altro mondo (il web) del quale perlustrare l’ignoto mistero e il misterioso ignoto.

E Lem fa di re al dr. Snaut:
La scienza? Sciocchezze. In questa situazione la mediocrità e il genio sono ugualmente inutili! Noi non vogliamo affatto conquistare il cosmo. Noi vogliamo allargare la terra alle sue dimensioni. Non abbiamo bisogno di altri mondi: abbiamo bisogno di uno specchio. Ci affanniamo per ottenere un contatto e non lo troveranno mai. Ci troviamo nella sciocca posizione di chi anela una meta di cui ha paura e di cui non ha bisogno. L’uomo ha bisogno solo dell’uomo!

Seguendo questa analogia con il mondo digitale, azzarderei la stessa visione portata da Snaut, la scienza non risponde alla nostra natura che propende alla conoscenza, non servono mondi paralleli ma di conoscere quello che viviamo, non serve entrare in contatto con mille volti racchiusi in un’energia sovrastrutturale, abbiamo bisogno di noi veri, della nostra stessa realtà.  L’uomo ha bisogno dell’uomo, dell’altro, del vicino, del compagno di avventura sulla terra stessa. L’uomo e non la sua rappresentazione, l’uomo e il suo vero e non il suo alter cosmogonico,

L’oceano blu di Solaris è fatto di “neutrini” che consentono l’immortalità come rappresentazione del pensiero. L’oceano web è fatto di pixel, anche questi segni distintivi d’immortalità virtuali, non superabili dall’idea che siano generati da menti finite ma pur sempre reali. Il reale è polifonico, il digitale è monodimensionale. La morte è vera nella sua crudeltà ma può non aver più dominio.

[… ] E la morte non avrà più dominio.
I morti nudi saranno una cosa
Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;
Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse,
Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;
Benché impazziscano saranno sani di mente,
Benché sprofondino in mare risaliranno a galla,
Benché gli amanti si perdano l’amore sarà salvo;
E la morte non avrà più dominio

(Dylan Thomas)

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L’uomo ha bisogno dell’uomo | Solaris e la filosofila di Lem

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