Rubrica:
Orientamento al mercato e modelli di marketing, implicazioni etiche e umanistiche
#12: Verso un nuovo umanesimo del marketing
Dopo dodici settimane di riflessioni, casi, modelli e domande aperte, possiamo fermarci un momento. Non per trarre conclusioni definitive, ma per mettere a fuoco una direzione possibile, anzi necessaria.
Una direzione che chiamiamo spesso human marketing — espressione che suona bene, certo, ma che merita una piccola premessa.
Ricomporre: impresa, relazione, responsabilità
La serie è nata con un’idea semplice: riconnettere il marketing alla sua dimensione più ampia e profonda:
- quella di un marketing che non si limiti a funzionare, ma che abbia anche un senso,
- un marketing che contribuisca al bene comune,
- un marketing che metta al centro le persone, non solo come target.
Non si tratta di aggiungere una “vernice etica” alle pratiche esistenti, ma di ripensare i fondamenti stessi dell’orientamento al mercato.
Abbiamo parlato di dati e intelligenza artificiale, di pricing e manipolazione, di relazioni e fiducia, di settori pubblici e PMI.
In tutti questi ambiti, ha molto senso porsi la seguente domanda: “Come trattiamo gli altri mentre perseguiamo i nostri obiettivi?”
Il nuovo umanesimo: oltre le etichette
Non è una moda. Un nuovo umanesimo del marketing significa:
- mettere in discussione alcuni dogmi che hanno imperversato per decenni: tutti i clienti vanno soddisfatti, tutto ciò che si può vendere si deve vendere, l’efficacia giustifica tutto … e chi più ne ha più ne metta,
- riconoscere la complessità delle scelte, dando spazio al dubbio e alla responsabilità,
- costruire modelli di relazione che siano anche modelli di convivenza.
Umanesimo è anche concretezza
Attenzione: umanesimo non significa idealismo astratto. Significa guardare le persone nella loro interezza: clienti, collaboratori, fornitori, comunità.
E quindi:
- fare marketing con strumenti solidi, ma con uno sguardo più a lungo termine,
- progettare prodotti e servizi che abbiano utilità reale, non solo attrattività momentanea,
- evitare la scorciatoia della manipolazione in favore della pazienza del valore costruito.
Un seme che resta (e cresce)
Se anche uno solo dei temi trattati in questi articoli ha innescato una riflessione, una domanda, una piccola modifica nel modo di lavorare … allora il seme è piantato.
Il marketing può essere:
- più vero,
- più coerente,
- più capace di generare valore economico, relazionale ed etico insieme.
Ma questo dipende anche da noi. Dai formatori, dai consulenti, dagli imprenditori. Da chi progetta e da chi decide.
Conclusione e commiato … almeno per ora
La serie “Orientamento al mercato e modelli di marketing, implicazioni etiche e umanistiche” è nata da un’esigenza professionale, ma anche personale: rimettere al centro il senso del nostro lavoro come consulenti, educatori, decisori.
Abbiamo attraversato i dati, le decisioni, la comunicazione, la fiducia, i prezzi, i settori “difficili”, le PMI. Sempre con un’idea di fondo: il marketing può essere una leva potente di relazione e responsabilità, non solo di crescita … soprattutto se la smettiamo, una buona volta, di considerarlo alla stregua di qualsiasi altra funzione aziendale, come ho avuto modo di ribadire in diverse altre occasioni.
Per approfondimenti su gran parte dei temi di marketing trattati in questi articoli, inclusi i richiami all’etica e alla deontologia, segnalo la “Prassi di Riferimento sull’Orientamento al Mercato delle Organizzazioni” che, insieme ai miei colleghi e ad altri esperti, ho promosso e sviluppato per conto di UNI e dell’Associazione Italiana Sviluppo Marketing (AISM), pubblicata nell’ottobre 2022 e scaricabile gratuitamente dal sito di UNI.
Ricordo infine che il concetto di human marketing è spesso richiamato dal presidente di AISM Massimo Giordani ed è molto coerente con la visione delineata in questa serie: un marketing che metta davvero le persone, le relazioni e il rispetto al centro, non come slogan, ma come scelta strategica e culturale.
Se anche uno solo di questi articoli ha fatto emergere una domanda nuova, un dubbio produttivo o un’azione più consapevole, allora il percorso ha avuto senso.
Grazie a chi ha letto, commentato, condiviso.
E se vuoi rinforzare questa prospettiva nella tua impresa, nella tua aula o nel tuo territorio, sono a tua disposizione per parlarne.
gandellini@nestplaninternational.com
Altri della serie:
Etica e sostenibilità per le PMI: si può fare (e conviene)
Marketing nei settori ad alta responsabilità: una questione (a maggior ragione) etica
Il marketing ha un’anima? Perché parlare di etica e umanesimo oggi di G. Gandellini
Dalla razionalità alla responsabilità: riconsiderare modelli e decisioni di marketing di G. Gandellini
Che cos’è davvero il valore per il cliente (e per la società)? di G. Gandellini
Persone o segmenti? Etica del targeting e della personalizzazione di G. Gandellini
Quando I dati non bastano: AI, etica e business games di G. Gandellini
Market Orientation e Valori: un ossimoro o un’opportunità?
L’etica del racconto: la sottile linea tra coinvolgere e ingannare
Profilo dell’autore: https://www.linkedin.com/in/giorgiogandellini/
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